DPI anticaduta

Spesso devo constatare che i partecipanti ai corsi non sanno che per l’uso delle PLE è necessario avere una dotazione di DPI per lavori in quota che ha delle caratteristiche ben precise. Nella maggioranza dei casi i partecipanti non sanno nemmeno che è prevista della formazione obbligatoria per l’uso di questi DPI di terza categoria, come sancito dall’art. 77 del D.Lgs. 81/2008, che impone l’obbligo di formazione e addestramento pratico sul corretto utilizzo dei DPI di III categoria, compresi i dispositivi di arresto delle cadute. Normalmente, al momento di salire sulla PLE per l’esercitazione pratica, invito i partecipanti a indossare l’imbracatura: a questo punto della formazione inizia la sfilata delle attrezzature di protezione più disparate, che non sono quasi mai periodicamente verificate: nella maggior parte dei casi l’ignaro lavoratore ha in dotazione l’assorbitore di energia. Purtroppo oltre a non essere il dispositivo corretto per l’uso delle PLE, risulta anche più costoso in fase di acquisto, rispetto al più semplice cordino a lunghezza regolabile. Molto spesso questa scelta errata è persino suggerita dai venditori di DPI, che di fronte alla domanda generica dell’azienda che deve mandare i propri lavoratori sulla piattaforma, propone la vendita dell’assorbitore. Sostanzialmente i motivi per cui l’assorbitore di energia non è idoneo con l’uso delle PLE sono due: il primo concettuale e il secondo fisico. Primo motivo: c’è differenza tra sistema di trattenuta e sistema anticaduta.Per capire i concetti che stanno dietro alla scelta del giusto DPI per l’uso delle PLE ci vengono in aiuto, come al solito, i riferimenti legislativi e/o le norme di buona tecnica. In particolare per le PLE il riferimento è la norma UNI EN 280 “Piattaforme di lavoro mobili elevabili – Calcoli per la progettazione – Criteri di stabilità – Costruzione – Sicurezza – Esami e prove”, che sempre più spesso i fabbricanti di PLE adottano per la marcatura CE (vedi Direttiva Macchine) e che rappresenta la regola dell’arte nella progettazione e costruzione delle PLE. Al punto 5.6.14 b), la UNI EN 280 riporta le caratteristiche del punto di ancoraggio per il collegamento di un dispositivo di trattenuta (riprenderemo fra poco il concetto di trattenuta) che deve poter resistere a una sollecitazione statica di 3kN (circa 300kg per i meno abituati alle unità di misura del sistema internazionale). Questo punto di ancoraggio di trattenuta è quindi ben diverso dai punti di un sistema di ancoraggio anticaduta, che invece sono ben qualificati nelle UNI EN 795 (Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Dispositivi di ancoraggio) e UNI 11578 (Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi di prova) : infatti secondo queste due norme il punto di ancoraggio anticaduta deve garantire una resistenza statica di ben 12kN, cioè quattro volte il valore di resistenza per l’ancoraggio della PLE. È quindi evidente che un ancoraggio anticaduta deve essere 4 volte più forte di uno di trattenuta progettato per le PLE, e quindi il dispositivo di ancoraggio della piattaforma non va bene per essere utilizzato in modalità anticaduta, ma va bene per la trattenuta. In breve sostanza, la previsione di un operatore che cade al di fuori della cesta della PLE, producendo una sollecitazione dinamica (e non statica!), non è previsto dalla norma di progettazione delle PLE, che invece concepisce l’uso dell’imbracatura per non entrare nella condizione di caduta. In particolare, per definizione, un sistema di trattenuta “impedisce la caduta dall’alto limitando il movimento dell’utilizzatore in modo che non possa raggiungere la zona di caduta; un sistema di trattenuta non è idoneo ad arrestare la caduta dall’alto“. Secondo motivo: c’è un’incompatibilità nelle forze. Adesso viene il punto ancora più grave, che fa inequivocabilmente capire che l’assorbitore non è il dispositivo giusto per la piattaforma: esiste una norma specifica che si occupa degli assorbitori di energia, la UNI EN 355, “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto – Assorbitori di energia”: questa norma fissa le prestazioni dinamiche dell’assorbitore in modo che la forza frenante di dissipazione della caduta, Fmax, abbia valori inferiori a 6kN. Durante la caduta dell’operatore, questi 600kg circa, tramite il tratto di cordino che fa parte dell’assorbitore, si ripercuotono sul punto di ancoraggio della piattaforma, che abbiamo detto è garantito per almeno 300kg, ma non è assolutamente garantito che raggiunga i 600kg. Questa comparazione ci fa capire che l’assorbitore non è proprio compatibile con i criteri di progetto dell’ancoraggio della PLE. In breve sintesi: in piattaforma si deve usare un cordino a lunghezza regolabile; la regolazione della lunghezza è un requisito essenziale, perché garantisce che l’operatore in cesta venga trattenuto nello spazio di “non caduta”. Riflessione finale: fare formazione è un investimento intelligente, si risparmia anche sull’acquisto dei DPI, imparando a comprare quelli giusti.