Carrelli elevatori

 

Normativa di riferimento: 

  • D.lgs. 81/08 Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sostituisce la 626/94.
  • D.lgs. 195/2006 [abrogata] modifiche al D.lgs. 626/94. Attuazione della direttiva 2003/10/CE sull’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dal rumore. 
  • D.lgs. 187/05 [abrogata] prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche.
  • D.P.R. 459 del 24/07/1996 regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368, 93/44 e 93/68 concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
  • D.lgs. 626/94 [abrogata] recepimento delle Direttive Europee su Sicurezza e Salute dei lavoratori (aggiornato al giugno 2006).
  • D.lgs. 304/91 – attuazione della Direttiva 86/663 e 89/240 relative ai carrelli semoventi per la movimentazione
  • D.P.R. 547/1955 – norme per la prevenzione degli infortuni

Linee Guida ISPESL:

  • LINEE GUIDA ISPESL – 2002- Adeguamento dei carrelli elevatori in riferimento al rischio di perdita accidentale di stabilità
  • LINEE GUIDA ISPESL – 2006 -Linee guida per il controllo periodico dello stato di manutenzione ed efficienza dei carrelli elevatori e delle relative attrezzature

Norme tecniche:

  • UNI 9289:1987 – Carrelli industriali semoventi. Sicurezza del personale a terra
  • UNI 9290:1987 – Carrelli industriali a forche. Tacche di posizionamento delle forche
  • UNI ISO 3691:1983 Carrelli industriali semoventi. Codice di sicurezza.
  • UNI ISO 5057:2000 Carrelli industriali – Controllo e riparazione dei bracci di forca in servizio sui carrelli elevatori a forche
  • UNI ISO 6055:2007 – Carrelli industriali – Tetto di protezione del guidatore – Prescrizioni e prove
  • UNI ISO 6292:2000 – Carrelli industriali semoventi e trattori industriali – Capacità di frenatura e resistenza degli elementi del freno
  • UNI EN 1175-1:1999 – Sicurezza dei carrelli industriali – Requisiti elettrici – Requisiti generali per carrelli alimentati a batteria
  • UNI EN 1175-2:1999 – Sicurezza dei carrelli industriali – Requisiti elettrici – Requisiti generali per carrelli equipaggiati con motore a combustione interna
  • UNI EN 1175-3:1999 – Sicurezza dei carrelli industriali – Requisiti elettrici – Requisiti specifici per sistemi a trasmissione elettrica dei carrelli equipaggiati con motore a combustione interna
  • UNI EN 12053:2003 – Sicurezza dei carrelli industriali – Metodi di prova per la misurazione delle emissioni di rumore
  • UNI EN 13059:2004 – Sicurezza dei carrelli industriali – Metodi di prova per la misurazione delle vibrazioni
  • UNI EN 1459:2008 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli semoventi a braccio telescopico
  • UNI EN 1525:1999 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli senza guidatore a bordo e loro sistemi
  • UNI EN 1526:1999 – Sicurezza dei carrelli industriali – Requisiti aggiuntivi per funzioni automatiche sui carrelli
  • UNI EN 1551:2002 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli semoventi con portata maggiore di 10 000 kg
  • UNI EN 1726-1:2004 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli semoventi con portata fino a 10000 kg compresi e trattori con forza di trazione fino a 20 000 N compresi -Parte 1: Requisiti generali
  • UNI EN 1726-2:2002 -Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli semoventi con portata fino a 10000 kg compresi e trattori con forza di trazione fino a 20 000 N compresi – Requisiti supplementari per carrelli con posto di guida elevabile e carrelli specificatamente progettati per circolare con carichi elevati
  • UNI EN 1755:2001 – Sicurezza dei carrelli industriali – Impiego in atmosfere potenzialmente esplosive – Utilizzo in presenza di gas, vapori, nebbie e polveri infiammabili
  • UNI EN 1757-1:2003 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli spinti manualmente – Carrelli impilatori
  • UNI EN 1757-2:2003 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli spinti manualmente – Carrelli transpallet
  • UNI EN 1757-3:2004 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli manuali e semi-manuali con guidatore a piedi – Parte 3: Carrelli a piattaforma ricoprente 
  • UNI EN 1757-4:2004 – Sicurezza dei carrelli industriali – Carrelli spinti manualmente – Parte 4: Carrelli transpallet con sollevamento a forbice

CHE COSA È IL CARRELLO ELEVATORE:

Il carrello elevatore è un’attrezzatura, che permette di soddisfare diverse esigenze legate alla movimentazione di merci, palettizzate e no, in modo funzionale e rapido. L’utilizzo del carrello elevatore richiede la massima attenzione ed il rispetto di precise regole da parte dell’operatore, in quanto manovre o comportamenti impropri possono causare conseguenze, anche particolarmente gravi, sia alla propria che all’altrui incolumità. Nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs. n° 81 del 9 Aprile 2008 e s.m.i., ed in particolare dall’art. 36 (Informazione dei lavoratori), questa pubblicazione rappresenta le numerose situazioni legate alla operatività specifica del carrello elevatore, per le quali vengono dettagliatamente descritti informazioni e consigli di cui è necessario tenere conto, per prevenire possibili incidenti ed infortuni, e quindi per la miglior tutela della propria sicurezza e salute durante il lavoro. Dall’esame di quanto riportato un carrellista già esperto può trovare spunti utili per un continuo miglioramento delle proprie conoscenze; coloro che invece si avvicinano per le prime volte a questo tipo di lavoro e, quindi, all’utilizzo di questa attrezzatura, potranno fare buon uso di tutte le istruzioni riportate nelle pagine che seguono e conservare questa pubblicazione come personale corredo da consultare in qualsiasi momento. Il carrello elevatore è una macchina, più o meno complessa, progettata e costruita per sollevare e trasportare carichi di materiale. Il carrello ha assunto all’interno di molti comparti di attività, un’importanza rilevante, motivo per cui è stato oggetto di numerose evoluzioni costruttive e, le prestazioni attuali vanno ben oltre quello che l’aspetto esteriore potrebbe far presumere. Il carrello moderno è versatile e offre un alto rendimento, ma richiede un uso appropriato e una conduzione responsabile per la quale è richiesta una abilitazione specifica. A tale fine l’art. 37 del D.lgs. n. 81/2008, al comma 4, stabilisce che il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari, ricevano una formazione, informazione e addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature stesse in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possono essere causati ad altre persone.

LA FORMAZIONE DELL’ADDETTO ALLA CONDUZIONE DEL CARRELLO ELEVATORE

Il carrellista è una figura professionale, addestrata e formata per operare con il carrello in condizioni di massima sicurezza anche in situazioni di intensa produttività. Il carrellista deve conoscere a fondo il mezzo affidatogli. A tale fine la normativa prevede che l’operatore deve essere opportunamente formato e addestrato per un appropriato e responsabile utilizzo del carrello stesso. I requisiti minimi dei corsi di formazione teorico-pratici per i lavoratori addetti alla conduzione di carrelli elevatori con conducente a bordo, a norma dell’art 73, comma 5, del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., sono stati individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni, con apposito provvedimento emanato in data 22 febbraio 2012, entrato in vigore dopo 12 mesi dalla data di pubblicazione sulla G.U. – serie generale n. 60 del 12 Marzo 2012 – supplemento ordinario n. 47. La partecipazione alla formazione ed il superamento delle prove di verifica previste, produce il rilascio dell’abilitazione nominativa, alla conduzione del carrello elevatore con validità di un periodo di 5 anni, decorsi i quali l’operatore dovrà partecipare a corsi di aggiornamento nei modi e termini regolamentati dallo stesso provvedimento normativo di cui sopra.

CARRELLO ELEVATORE A FORCHE:

Tra le diverse tipologie di carrello elevatore, quello a forche (detto anche forklift) è il più diffuso e strutturalmente il più completo. Il carrello elevatore a forche è un mezzo autonomo, progettato per movimentare carichi disposti al di fuori della propria base di appoggio. Il carico, normalmente, è sistemato su una pedana chiamata pallet, che dispone di aperture nelle quali si introducono le forche.

Questo tipo di carrello elevatore è paragonabile ad una automobile, con due assali:

  • quello posteriore fisso è l’assale motore;
  • quello anteriore sterzante, è incernierato al centro perassorbire le eventuali irregolarità del terreno.

Nella parte anteriore del mezzo si trova il gruppo di sollevamento (montante), che ha la possibilità diinclinarsi in avanti ed indietro per facilitare le operazionidi movimentazioni delle merci.

Il conducente è seduto su un sedile posto fra i due assali, e dispone di comandi simili a quellidell’automobile.

I comandi sono sistemati a portata di mano, in modo da rendere facile ed efficace il lavoro, con lamassima sicurezza e comodità.

Il cruscotto è completo di interruttore con chiave, asportando la quale si impedisce ai non autorizzati di usare il carrello.Nei carrelli elettrici la velocità del motore di trazione è comandata da un pedale che, tramite un circuito elettronico, favariare la corrente nel motore.

I freni sono comandati dal pedale di sinistra ed è necessario usarli delicatamente per unamaggior sicurezza e stabilità del carico trasportato.

Il freno di parcheggio, presente su tutti i carrelli, deve essere sempre attivato ogni volta che siabbandona il carrello, in quanto non si inserisce automaticamente.

Il carrello elevatore si basa sul principio fisico della bilancia e quindi una curva presa troppo velocemente o una brusca frenata possono pregiudicarne la stabilità.

La sterzata si ottiene mediante un volante di tipo automobilistico.

Occorre tenere presente però che, a differenza dell’auto, le ruote sterzanti sono le posteriori equindi hanno un comportamento diverso.

Date le particolari caratteristiche della sterzata sui carrelli, è bene che il conducente prenda delleprecauzioni:

  • fare la massima attenzione a non urtare contro persone, cataste di materiali, colonne omacchinari;
  • curvare lentamente per avere la perfetta padronanza della macchina;  non sterzare maisu un piano inclinato.

I movimenti di sollevamento ed inclinazione sono comandati da leve situate a destra delconducente.

Accanto ad ogni leva che aziona il gruppo di sollevamento, è riportato un simbolo che indica iltipo di movimento che può effettuare.

Sollevamento e discesa

Quando si solleva un carico è necessario spostare laleva gradualmente. La velocità di discesa del caricodipende dal peso dello stesso; è necessario spostare laleva delicatamente per ottenere una discesa lenta edolce ed un arresto graduale e senza sobbalzi.

Brandeggio

La velocità di inclinazione deve essere adeguatamenteregolata con lo spostamento graduale della leva.

Non effettuare più operazioni contemporaneamente se non strettamente necessario.

La forza motrice

I carrelli possono essere alimentati in modo diverso, scelto in relazione sia alla natura dellavoro da svolgere che alla tipologia ambientale in cui operano.

In base a quanto sopra, i carrelli elevatori sisuddividono in:

 carrelli a trazione elettrica, particolarmente adatti inluoghi chiusi, in quanto non rilasciano scarichiinquinanti;

 carrelli a trazione endotermica, utilizzatinormalmente all’aperto.

Le caratteristiche strutturali

Approfondiamo la conoscenza del carrello elevatore esaminando le parti fondamentali che lo compongono e la loro funzionalità.

Gruppo di sollevamento

Il montante è il gruppo verticale posto sul davanti della macchina per movimentare i carichi.

E’ composto da una serie telescopica di profilati in acciaio che rientrano gli uni negli altri.

Nel profilato interno scorre una piastra per l’attacco delle forche o di accessori speciali.

Quando l’operatore porta la leva di comando in posizione di sollevamento, un cilindro idraulico eun sistema di catene estendono i profilati e sollevano la piastra, le

I pneumatici vengono scelti tenendo conto della superficie su cui opera il carrello.

Per lavorare in interno su pavimenti lisci sono preferibili gommature di tipo cushion, mentre perpavimentazioni dissestate o per esterno sono utilizzate gomme pneumatiche o superelastiche.

Assale sterzante

Lo sterzo agisce sulle ruote posteriori perché consente una migliore manovrabilità e un disegnosemplificato dell’assale anteriore.

Un carrello carico di materiale risulta più dolce nella sterzata per l’alleggerimento delle ruote posteriori.

L’equilibrio longitudinale e trasversale

Durante l’attività operativa, il carrello elevatore è sottoposto ad un insieme di sollecitazioni chepossono influenzarne la stabilità e quindi la sicurezza.

L’obiettivo di maggior sicurezza operativa si ottiene con il rispetto del principio di bilanciamentoche prevede di operare avendo cura di non compromettere l’equilibrio longitudinale etrasversale del carrello elevatore, allo scopo di prevenire le cause che ne possono determinareil ribaltamento.

 Bilanciamento Il principio del bilanciamento, tra il carico ed il contrappeso, èalla base del lavoro e della sicurezza del carrello.

Baricentro del carico

Un carico normalmente appoggia con tutta la sua superficie sulle forche, ma per determinare laportata del carrello è necessario che tutto il suo peso gravi su un solo punto.

Questo punto, che è il centro di applicazione della forza peso, è chiamato BARICENTRO.

In un carico uniforme il BARICENTRO è al centro dello stesso.

L’equilibrio longitudinale

Il carrello elevatore a forche è un veicolo da trasporto che ha il carico al di fuori del suo passo,quindi un sovraccarico può provocarne il ribaltamento.

Le cause principali che portano i carrelli elevatori alla instabilità si manifestano quando essisono in movimento, ed il carrellista è la sola persona che possa far sì che un carrello sia usatosenza pericolo. Normalmente il carrellista giudica dal comportamento del carrello se è prudenteo meno sollevare o trasportare un certo carico. Oltre l’esperienza del carrellista esistono peròdelle regole ben precise e dei calcoli che prevedono il rispetto dei limiti di carico imposti dalcostruttore. E’ bene sempre verificare la rispondenza del carico a quanto sollevabile secondo la targhetta posizionata sul carrello.

E’ evidente che per considerare l’equilibrio del carrello non è sufficiente esaminare il solo peso“P”, ma occorre considerare una ulteriore grandezza che tenga conto della distanza delbaricentro del carico dal punto di ribaltamento del carrello. Questa distanza è data da “e” + “x”.

A = Baricentro del carrello a vuoto

B = Baricentro del carrello carico

C = Baricentro del carico

L’equilibrio trasversale

La perdita dell’equilibrio in senso trasversale non può essere causata dal solo carico ma anche da una manovra errata.Uno degli errori più diffusi consiste nel frenare il carrello mentr

IN FASE DI COMPLETAMENTO